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ACLI IN FESTA 2005
Ponte: ACLINFESTA 10 GIORNI
per festeggiare i sessanta anni delle ACLI
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27 Luglio 2005
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Conclusa
con successo ACLIINFESTA 2005 a Ponte, 10 giorni di riflessione con
seminari, incontri, approfondimenti, riflessioni, prodotti tipici
locali e stands con prodotti equo solidali. La musica, rigorosamente
dal vivo, con gruppi rigorosamente selezionati, hanno allietato le
serate nel centro sannita, grazie alla direzione artistica di Lorenzo
Cerulo che ha saputo caratterizzare la seconda edizione di ACLIINFESTA
per festeggiare i sessant'anni dalla fondazione grazie alla lungimiranza
del primo presidente nazionale Achille Grandi. Grande partecipazione
per la Santa Messa celebrata dall'accompagnatore spirituale delle
ACLI Don Giancarlo D' Ambrosio, alla presenza del sindaco Mario Meola
e della giunta comunale al completo che ha concesso il patrocinio
all'iniziativa.
Il presidente provinciale delle Acli Sergio TANGA, nei vari seminari
organizzati, ha ricordato che le Acli, a 60 anni dalla nascita, sono
un cantiere aperto intorno all'idea-forza di promuovere lo sviluppo
sociale della persona e le sue relazioni. Questo significa fondamentalmente
far crescere al nostro interno una consapevolezza non solo individuale
ma anche collettiva di ciò che sta cambiando nei bisogni delle persone,
delle famiglie, delle comunità. Riscoprire il significato del lavoro.
Questa deve essere la prima delle nostre preoccupazioni: -riscoprire
il significato del lavoro. Il lavoro afferma Tanga infatti ha subìto
delle "erosioni di senso" che lo espongono sempre di più, nell'attuale
contesto di economia globale e competitiva, a diventare nient'altro
che pura merce che serve a produrre un mondo di merci. Questo inaccettabile
svuotamento di umanità, in forme e gradi diversi, è spesso presente
tanto nelle aree depresse del Sud del mondo e dell'Oriente, quanto
nelle aree più industrializzate dell'Occidente. Riscoprire il significato
del lavoro in un mondo che cambia, comporta oggi il compito di ritornare
al fondamento della Scrittura e di riprendere il pensiero sociale
della Chiesa in quegli elementi di critica al sistema sociale che
vanno dalla Rerum novarum (1891) al più recente Compendio (2004).
Il significato del lavoro non può più essere ancora cercato laddove
in passato si aveva la percezione collettiva di trovarvi delle presunte
risposte. Nell'ultimo mezzo secolo, infatti, il lavoro ha subito trasformazioni
così profonde da somigliare ad una mutazione genetica. Per questo
siamo chiamati a interpretare il cambiamento di paradigma che si è
verificato. Non solo non possiamo più fare riferimento principale
ed esclusivo a "classi operaie" e "movimenti dei lavoratori" come
fossero gli unici soggetti storici e le principali forze trainanti,
ma ancor meno è possibile parlare di una "società del lavoro" dal
momento che quello che avanza è un mondo sempre più dilatato e interconnesso. Il
vice presidente Filiberto Parente ha ricordato la questione sociale
del lavoro che oggi si è trasformata in una questione antropologica.
Di questo cambiamento la Dottrina sociale della Chiesa mostra di essere
consapevole: "Se un tempo il fattore decisivo della produzione era
la terra e più tardi il capitale, oggi il fattore decisivo è l'uomo
stesso, e cioè la sua capacità di conoscenza che viene in luce mediante
il sapere scientifico" (Centesimus annus, n. 32). Se, sempre in passato,
al centro della questione sociale si metteva soprattutto in luce il
problema della giustizia nei confronti dei lavoratori, della liberazione
dai bisogni attraverso il lavoro, in epoca più recente emerge in primo
piano il problema della soggettività del lavoro e, in questo senso,
della sua creatività e delle relazioni umane a cui dà vita. Il significato
del lavoro, conclude il vice presidente Parente, non va più cercato
dunque all'interno di una questione economica e neanche esclusivamente
sociale, come è avvenuto in passato, ma più propriamente nel quadro
di una questione antropologica, come è diventato sempre più chiaro
a partire dalla Laborem exercens (1981).
È previsto per venerdì 29 luglio presso la sede delle ACLI il consiglio provinciale sannita per fare il punto della situazione e per indicare la rotta da seguire per il movimento delle ACLI che ha sessanta anni prospetta il suo ruolo educativo e sociale di cristiani a servizio dei lavoratori e della società i quali vogliono esprimono la loro azione attraverso i servizi, le imprese sociali, le realtà associative specifiche promosse in diversi campi di azione sociale.
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