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Natale calcio. Parte il torneo "Un Goal per la Vita"
UN GOAL DI LIBERTA' PER GLI OSPITI DELLA CASA CIRCONDARIALE DI BENEVENTO

23 Novembre 2002

È iniziata l’ avventura delle Acli all’ interno della Casa Circondariale di c/da Capodimonte di Benevento è il giorno 28 novembre alle ore 14, il calcio di inizio, per il torneo "Un Goal per la Vita" per i detenuti ospiti della struttura penitenziaria.
Il progetto di Natale 2002, una testimonianza di solidarietà alle persone che soffrono, a coloro che vivono una pausa di riflessione per poter rinascere come uomini accrescendone la dignità di persone.
Antonio Meola, il presidente delle Acli del Sannio, ha creduto in questo progetto di solidarietà e ha attivato una grande gara di solidarietà che si tradurrà in un evento calcistico che vedrà come spettatori gli ospiti della Casa Circondariale e 72 calciatori detenuti, che andranno a comporre sei squadre." La giornata conclusiva è prevista per il 30 di dicembre p.v., che vedrà la partecipazione della 1a classificata del torneo con la TOP TEN detenuti, la POLIZIA PENITENZIARIA con la squadra delle ACLI, formata da alcuni calciatori preti della nazionale italiana, la società sportiva del Benevento e molto probabilmente alcuni giocatori della società sportiva dell’Avellino, alcuni ex giocatori professionisti, e atleti che in modo volontario vogliono solidarizzare con le persone che soffrono." Le vincenti disputeranno la finale.
Il direttore della Casa Circondariale, il dott. Liberato Guerriero con grande sensibilità ha messo in risalto l’azione sociale delle Acli, ringraziando il presidente Meola e il coordinatore del progetto Filiberto Parente per questa iniziativa lodevole con l’esempio, e i valori aggreganti dello sport. Affermava tra l’altro che: " Il privilegio dell’ uomo è l’ esercizio dell’ intelligenza, della ragione che deve dominare regolare le tendenze oscure e contrarie di cui si è impastato. La strada maestra è il dialogo sincero che non nasce da tattica e non deve essere fine a se stesso, senza tralasciare lo sforzo educativo che è insito nella condizione dei detenuti, e nell’ organizzazione dei servizi per una finalità rieducativa che trova la legittima aspirazione in uno stato di diritto, che esprime una società competente e solidale con il suo prossimo".
Il presidente Meola ha dichiarato: bisogna scoprire il bello nascosto, in ogni persona. Cosi come diceva Papa Giovanni XXIII " deplorare il male è triste, ma la sua deplorazione non basta ad eliminarlo. E’ il bene che dobbiamo volere compiere ed esaltare, è la bontà che deve essere proclamata in faccia al mondo, perché si irradi all’intorno e penetri in ogni forma di vivere individuale e sociale".
Il cappellano dell’ Istituto penitenziario, Padre Salvatore D’Alessandro riprendendo il concetto di dialogo che non è un parlare all altro con stima e comprensione ma è piuttosto l’affermare i principi su cui si crede annunciando le verità più profonde della fede, che sono la gioia, la speranza e il senso dell’ esistenza. Nasce in questa ottica l’importanza del perdono che deve essere seminato in piccoli semi di luce. Essi sono dei piccoli chicchi di grano che trapiantatati nel cuore dell’uomo possono attecchire e portare ad una nuova vita. Dio è amore e conosce perfettamente il cuore di ogni persona senza distinzione e pregiudizi. Certo di aver iniziato una fattiva collaborazione, con la sede provinciale delle Acli, ci auguriamo di poter offrire un valido sostegno alle persone che hanno bisogno della nostra attenzione.


A.C.L.I. Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
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