| Servizi e Imprese Sociali |
|
| Soggetti Sociali |
|
| Soggetti Professionali |
|
| Associazioni Specifiche |
|
| Associazioni Aderenti |
|
Ad
APICE 14 novembre alle ore 18.00
il Consiglio provinciale nel circolo Vulgi
Voluntas

Le ACLI : “ insieme con le istituzioni
per esprimere comportamenti
di responsabilità civica” |
|
13 novembre 2008 |
Presenti il Parroco Mons. Giuseppe
Errico e il Sindaco il Dr. Raffaele Giardiello.
Sono quarantacinque i delegati tra Consiglieri
Provinciali ACLI e Responsabili prov. Assoc. Spec. e i Presidenti
Strutture di Base che si riuniranno ad Apice presso
il circolo Vulgi Voluntas in Contrada Santa Lucia, il
14 novembre alle ore 18.00. Ad accogliere i dirigenti sanniti il
presidente del sodalizio Gennaro Iacoviello, il parroco di APICE
Mons. Giuseppe Errico e il sindaco il Dr. Raffaele Giardiello.
A presiedere i lavori il Presidente
provinciale Sergio Tanga, che ha affermato, un consiglio importante
per confrontarci su un nutrito ordine del giorno, da sottolineare
l’ importanza
da mettere in agenda per una azione sociale per i giovani sanniti
in preparazione del 23°Congresso Nazionale dei giovani
delle ACLI, dal tema: “ RI-PARTIRE DAL DIALOGO. Giovani
sentinelle e artigiani per il bene comune del Cambiamento”.
La via maestra per superare la distanza
tra il cittadino e le istituzioni, tra società civile e società politica,
dichiara Filiberto Parente vicepresidente provinciale, è promuovere
la responsabilità civica come espressione
del legame sociale. Ancora un volta il paese di Apice, con
le istituzioni del territorio, presenti all’ evento per accogliere
i dirigenti sanniti del mondo aclista è un segno per sottolineare
l’ importanza della società civile organizzata. È la
stessa riforma del titolo V della Costituzione che ha individuato
nel cittadino il punto di origine e il centro
propulsore dell’architettura istituzionale dello Stato; l’ art.
118 rappresenta dunque la costituzionalizzazione del principio
di sussidiarietà orizzontale in quanto impegna
Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni
a favorire «l’autonoma iniziativa dei cittadini,
singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse
generale sulla base del principio di sussidiarietà». Ora
che la società civile organizzata si trova ad avere
tra le mani questa leva, deve imparare ad utilizzarla facendola
diventare la via istituzionale per esprimere comportamenti
di responsabilità civica che non
si richiudono in se stessi, che non si vivono come nicchia, come
ancillari alla politica e alle istituzioni. L’impegno
nel sociale- conclude Parente- non è alternativo
alla politica ma forma originale dell’azione politica: è “impronta
civica” nella vita delle nostre comunità.
Su questo principio di responsabilità civica pesa già oggi,
e lo sarà ancor di più in futuro, la costruzione
di un welfare di comunità; solo se i cittadini si
assumeranno questa responsabilità riprenderà forma
quello che già - all’inizio del ‘900 - nel movimento
cattolico si chiamava “municipalismo comunitario.
|
|
|