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I DETENUTI DELLA CASA CIRCONDARIALE TRAVOLGORNO PER 6 RETI A 0
GLI AMMINISTRATORI DI BENEVENTO CAPITANATI DAL SINDACO FAUSTO PEPE.

DIECI ARBITRI DIPLOMATI, PER IL PROGETTO ZONA CESARINI,  ESORDIO POSITIVO DELLA TERNA ARBITALE,  GRANDE SUCCESSO PER LA SOCIAL DANCE DELLE DONNE RISTRETTE

19 maggio 2008

 

Casa Circondariale Benevento ore 15/00, del 19 maggio u.s. calcio d’ inizio della finalissima tra detenuti e Amministratori Comunali locali, capitanata dal sindaco Fausto Pepe   con il rinforzo del calciatore della nazionale   parlamentare On. Costantino Boffa. Il torneo è stato arbitrato dai neo arbitri che nella mattinata avevavo sostenuto gli esami di abilitazione.  Nonostante il primo tempo, sia finito con un risultato di due reti a zero, per i calciatori della Casa Circondariale, al  fischio finale il risultato è stato di   6 reti a 0 a favore dei detenuti.
Un bel gioco è stato il commento del presidente regionale  dell’ Unione Sortiva ACLI Antonio Meola. L’ atmosfera goliardica da stadio, nonostante il ristretto perimetro di mura, l’ urlo del goal ha emozionato tutti, anche  i detenuti che dalle proprie celle di appartenenza e a bordo campo,  hanno partecipato e festeggiato  divertiti al successo della squadra interna, con i complimenti degli agenti di Polizia Penitenziaria. La squadra dei detenuti è stata allenata dall’ ottimo mister Leonildo Bocchino che con    passione li ha guidato   al successo.
Nonostante l’ impegno, i calciatori della squadra dei consiglieri, diretti dal mister  Gigi Ionico  assessore allo sport, che modulava i cambi dei “calciatori” Fausto Pepe, Costanzo Di Pietro, Danilo De Luca, Giuseppe Zollo, Stanislao Lucarelli, Umberto Panunzio, Luigi Trusio, Luigi Boccalone, Gennaro Santamaria, Luigi Scarinzi, Antonio Capitano, Achille Timossi, Mario Pasquariello, Raffaele Del Vecchio, Antonio Caruso, Pasquale Fiore, Angelo Stanziale, Antonio Orafo, D’Aronzo Giovanni e  Quarantiello Giovannie, sono stati  travolti dalla giovanissima squadra. Il presidente nazionale UsAcli Alfredo Cucciniello, ha affermato,  che questo torneo ha declinato lo sport per tutti senza frontiere, grazie alla dirigenza dell’ Istituto di pena, che da anni  dà la possibilità di mettere in rete queste buone prassi per la rieducazione  e la socialità dei detenuti, per reintegrarli nella società per essere cittadini esemplari che rispettano le regole della convivenza civile, grazie anche alla positiva collaborazioni di enti e Istituzioni.
Il progetto conclusivo Zona Cesarini e “Un goal per la Vita e al saggio di Social Dance per le donne della Casa Circondariale,  è stato sottolineato come un azione sociale importante dal direttore del Carcere la dr.ssa Maria Luisa Palma come elemento di attenzione della città di Benevento solidale con le realtà del mondo carcerario, grazie alla collaborazione del privato sociale e alle istituzioni del territorio, che hanno portato a compimento questi progetto.
 Agli esami di profitto dei dieci  arbitri, afferma il presidente dell’ AIA avv. Enzo Caldora  posso dire che il progetto ha, innanzitutto trovato la piena disponibilità di coloro a cui è stato destinato. Disponibilità non solo all’ascolto, ma anche e soprattutto all’approfondimento di quanto proposto, oltre che dal sottoscritto anche da due arbitri in attività, attualmente militanti nella serie nazionale della CAI. E’ stato oltremodo confortante vedere di come i neo arbitri continua Caldora , molte volte, abbiano vestito il ruolo di docenti, spiegando, con fare preciso e competente, quanto discusso in aula e quanto visto in televisione, commentando situazioni realmente verificatesi
Il triangolare è stato diretto dalla terna Del Grosso, Pietrovito e Guida.

Da sottolineare le affermazioni del capitano della squadra Fausto PEPE “ Una vera emozione giocare con i ragazzi ospiti della struttura di Capodimonte. Più forti si avvertono le emozioni e le sensazioni legate allo sport. Più importante è il senso di offrire o ricevere la mano dall’avversario quando ci si ritrova dopo uno scontro.  Un groppo in gola quando alla fine della partita solo una squadra può tornare a casa. , Comunque,  conclude il sindaco Pepe -credo che anche attraverso momenti come questo organizzato dalle Acli si favorisca concretamente il reinserimento sociale, perché se da una parte si assiste alla lezione bella dello sport, dall’altra si crea consapevolezza e vicinanza vera,  tra realtà troppo spesso distanti”.
Sulla stessa rotta, le considerazioni dell’ l’on. Costantino Boffa “L’iniziativa “Zona Cesarini”, organizzata dall’ unione sportiva ACLI, culminata con il triangolare di calcio di ieri, è un esempio di quanto si può fare per migliorare la qualità della vita e l’opera di rieducazione e reinserimento negli istituti di pena” - in occasione della manifestazione conclusiva – “Il fatto che la squadra dei detenuti,  continua Boffa, abbia vinto il triangolare di calcio è metafora di come rispettando le regole si può vincere nello sport ed anche nella vita. Mi auguro dunque che tali iniziative continuino e si moltiplichino in futuro”.
 Prima della  premiazione targhe e medaglie,  c’ è stato l’ esibizione delle donne ristrette per il un saggio finale di social dance, grazie alla maestra di ballo Tiziana Zollo,  La partita è stata disputata a” porte chiuse” e ha visto come partecipanti Giuseppe Lamparelli per la Provincia Benevento,  il presidente Alberto Abbuonandi per il Panthlon International, il vicepresidente Filiberto Parente delle ACLI, una delegazione di alunni e docenti  del progetto scuole Aperte guidate dalla Prof.ssa Pia Maffeo dell’ Istituto Alberti e il coordinatore del progetto Alessandro Simeone.


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