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E' NATO IL SALVATORE
di Marco Bonarini
Responsabile Nazionale Acli Ascolto della Parola

Contributo concesso in occasione della manifestazione "Un Goal per la Vita" Natale 2002

Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino.

dal Salmo 119,105


Luca 2,1-7

"In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo."

Gesù si presenta agli uomini come un piccolo bambino che non ha un luogo dove nascere, mentre i genitori sono in viaggio per obbedire a una legge degli occupanti la terra promessa. Egli nasce pellegrino nella terra dei padri, come sarà pellegrino per annunciare la buona novella: Dio è vicino a tutti gli uomini e a tutte le donne, qualunque sia la loro condizione, affinché accolgano il dono della comunione con il Signore.
Come da bambino è stato posto in una mangiatoia, certo non un luogo confortevole per un bambino, così nel suo andare pellegrino per annunciare il vangelo non avrà un luogo dove posare il capo.
Maria lo accoglie facendo tutto ciò che è necessario in quel momento: lo avvolge fasce. Luca ci vuole dire con questa apparentemente banale considerazione che Maria ha fatto tutto il possibile, niente di meno e niente di più di quello che occorreva in quel momento.
Anche noi siamo chiamati a fare tutto il possibile, niente di più e niente di meno, per accogliere e accudire Gesù nella nostra vita: aprire il nostro cuore al Signore, avere fiducia in lui, non tenerci aperta una scappatoia se la strada si fa dura, ma rimanere pazientemente fermi nel credere che Lui è fedele alla promessa evangelica per sempre: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Noi possiamo spaventarci di fronte al male che sembra dilagare, ma sappiamo che il Signore ci è accanto sempre.
Un racconto dell'America Latina narra di un ragazzo che cammina sulla spiaggia e voltandosi vede le orme di due persone che a un certo punto diventano quelle di una persona sola e chiede al Signore: perché mi hai lasciato solo? E il Signore, con affettuosa pazienza, gli risponde: quelle che vedi sono le mie orme di quanto ti ho preso in braccio perché eri stanco di camminare.
E' il demonio che insinua nei nostri ragionamenti il dubbio che il Signore non ci vuole bene e ci lascia soli. Sentendoci soli pensiamo che dobbiamo salvarci con le nostre forze. Ma tutto questo non è vero, con fiduciosa pazienza possiamo continuare ad avere fede che Gesù ci è vicino, qualunque sia la nostra condizione, per aiutarci a riprendere il cammino per una giusta, buona, vera, libera.
Questo è il desiderio di Dio per ogni uomo e per ogni donna e questo è l'augurio per l'anno nuovo che ci viene incontro.


A.C.L.I. Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani
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